La storia di Oggiona con Santo Stefano

Il comune è formato dalle due frazioni di Oggiona e Santo Stefano, entrambe poste sul corso dei torrenti Arno e Ria, nella zona sud–occidentale della provincia, a poca distanza dall’uscita autostradale di Cavaria. Le prima tracce della presenza umana in Oggiona con Santo Stefano risalgono all’età del bronzo, testimoniate dalla lama di un pugnale ritrovato nel fondo Risetti e conservata presso il museo di Gallarate. Il ritrovamento nel territorio del comune nel 1990 di una tomba "alla cappuccina" - conservata presso il Municipio - tomba di età romana, rappresenta, pur essendo l’ultima scoperta archeologica in ordine di tempo, il punto di inizio di una possibile ricostruzione storica della vita del paese nell’antichità.

Da una serie progressiva di ritrovamenti si deduce quindi un seppur tenue collegamento tra diversi periodi storici della comunità di Oggiona, la quale, forse memore di un antico culto tributato al martire di età romana, sul finire del 1200 darà avvio alla costruzione di un tempio dedicato a San Vittore.

 

San Vittore

 

Con la metà del mese di ottobre 2016, è iniziato il primo lotto dei lavori di restauro della chiesa di San Vittore di Oggiona. La piccola chiesa, ai margini del centro abitato, è con ogni probabilità il luogo di culto più antico della comunità: la sua esistenza è citata da Goffredo da Bussero alla fine del XIII secolo ma alcune particolarità architettoniche sembrano far propendere per una datazione decisamente più antica dell’edificio. Nel corso del tempo la chiesa è stata oggetto di molti interventi che ne hanno garantito la sopravvivenza pur alterandone le caratteristiche con l’inserimento di elementi e materiali inappropriati.

 

Da alcuni anni la Parrocchia di Santa Maria Annunciata e la Pro Loco locale hanno rivolto la loro attenzione all'edificio, promuovendo studi e ricerche preliminari  che sono culminati in un progetto di restauro redatto dall’Arch. Matteo Scaltritti e approvato alla Curia e alla Soprintendenza.

Il primo lotto di lavori comprende il restauro delle superfici interne dell’abside e la riapertura delle due antiche monofore che la caratterizzano.

I lavori vengono condotti dalla restauratrice Dott.ssa Isabella Pirola, che aveva già realizzato i sondaggi stratigrafici preliminari che hanno permesso di orientare le scelte di intervento, e sono diretti dall’Matteo Scaltritti.

Attualmente si stanno rimuovendo, con le tecniche più opportune, gli strati superficiali di pitture moderne indagando gli intonaci più antichi che appartengono a diverse epoche storiche. Con l’ausilio delle più moderne tecniche di indagine sono in corso alcune analisi per cercare di comprendere quali materiali e tecniche siano stati impiegati nel passato. Questa prima fase di “cantiere della conoscenza” è indispensabile ad orientare i criteri di intervento.

La riapertura delle due monofore permette di assaporare il carattere di antichità che gli interventi del secolo scorso avevano reso difficile riconoscere.

 

http://www.ossproloco.com/?page_id=31

 

In epoca medioevale, intorno appunto al 1200, la valle dove sorge il paese di Oggiona era dominata da un castello, collegato a quelli di Jerago e Orago.
La cappella interna al castello venne tuttavia inglobata nell’attuale chiesa parrocchiale di Santa Maria Annunciata al Castello. Le diverse trasformazioni del luogo di culto, l’ultima delle quali risalente agli anni ’30, sono state la causa probabile di perdite gravi del patrimonio artistico conservato all’interno.
Due affreschi del ’400, che rappresentano l’Ecce Homo ed un Sant’Antonio, hanno tuttavia superato le ingiurie del tempo e sono tuttora visibili. In questa chiesa sono conservati importanti affreschi e decorazioni databili dal IX al XVI secolo: da segnalare il ciclo della vita di Maria. la Madonna in trono. una statua lignea trecentesca e la tela cinquecentesca di Andrea Lilli “Andata al Calvario”. Non mancano opere moderne del pittore concittadino Sergio Michilini.

Le due frazioni che costituiscono il comune condividono ormai da secoli la vita amministrativa e religiosa e ne testimonia un documento del XVIII secolo che attribuisce ad Oggiona la sede comunale, mentre a Santo Stefano la parrocchia.
Nel 1725, alla Confraternita venne unita a quella, appena fondata, del Santissimo Sacramento, ma le leggi persecutorie di stampo illuministico promulgate dall’imperatore Giuseppe II soppressero la società.
Il culto continuò comunque anche dopo l’invasione francese e nel 1798 venne deliberata la costruzione di nuove balaustre e di un altare per la cappella della Madonna all’interno della chiesa parrocchiale.
In una villa ottocentesca circondata da un parco con una bella vista sul Monte Rosa, sono ospiti dal 1988 un Centro Socio Educativo e dal 1995 una Comunità Alloggio.
Il territorio comunale si è trasformato divenendo sede di importanti industrie nei campi della meccanica di precisione, tessile plastico e metallurgico, offrendo lavoro anche ad immigrati di altre regioni d’Italia.

 

VISITATORI ON LINE

Associazione 0 -18 ONLUS

C.F.: 91053680129

 

IBAN:

IT 63 J 02008 50240 000100823822

Uni Credit Banca

via Manzoni , 4

21013 Gallarate (VA)

 

Donazioni IlMioDono.it

IO NON CORRO SOLO 

è una sfida di beneficenza sportiva. Corri, cammina, nuota, pedala non solo per te stesso ma per chi è meno fortunato di noi, dando un senso più alto alla tua passione sportiva. [...]

CHI CORRE PER NOI

ANNO 2016
Giacomo Malpeli

ANNO 2013
Giacomo Malpeli: 1200 km

ANNO 2012
Giacomo Malpeli: 1200 km